«Le differenze tra le piattaforme MPS sono sostanziali e la maggior parte diventa visibile solo quando un dealer inizia a lavorarci», afferma Veronica Vincenzi, PreSales/Technical Manager, MPS Monitor. «Fino a quel momento la decisione si basa su come la piattaforma si presenta sulla carta.» Un dealer di medie dimensioni con cui abbiamo parlato di recente ha dedicato settimane alla valutazione e ha scelto l’opzione che sulla carta sembrava più solida. Tre mesi dopo, la piattaforma era tecnicamente attiva e continuava a non funzionare per la sua azienda: la knowledge base non rispondeva mai alle sue domande specifiche, i ticket di supporto venivano risolti dopo giorni o settimane e la configurazione era rimasta a metà rispetto a come funzionava realmente il suo parco stampanti.
Sentiamo versioni di questa storia con una certa frequenza, e ciò che era sembrato convincente durante la valutazione dice in realtà molto poco su come la piattaforma si comporterà quando dovrà gestire un parco stampanti reale. Le differenze che determinano il risultato sono difficili da esplicitare in una proposta commerciale, e in buona parte dipendono dal supporto che accompagna il software: in fase di prevendita, durante l’implementazione e per tutto il tempo in cui il parco viene monitorato.
Perché il supporto conta più di quanto i dealer si aspettino
Una piattaforma Managed Print Services (MPS) non è qualcosa che accendi e dimentichi. Ottenerne valore reale dipende dalla configurazione: soglie degli avvisi, regole di tracciamento dei consumabili, mappatura del parco stampanti, integrazioni con la fatturazione, connessioni ERP, ruoli utente. Ognuna di queste voci porta con sé opzioni e dipendenze che acquistano senso solo quando si sa come opera un determinato dealer. Far funzionare tecnicamente una piattaforma è una cosa. Farle produrre valore concreto è un’altra cosa, che passa dall’applicazione delle best practice e dal lavoro a stretto contatto con il team del dealer.
Quando quella configurazione avviene senza guida, la piattaforma funziona, ma raramente funziona bene. Gli avvisi scattano sulle condizioni sbagliate, i report non rispecchiano gli obiettivi reali di livello di servizio (SLA) e i tecnici si arrangiano con procedure alternative anziché fidarsi dello strumento. Il dealer continua a pagare per funzionalità che non sfrutta mai fino in fondo, mentre i suoi clienti se ne accorgono in tempi di risposta più lenti e in problemi di fatturazione che richiedono ulteriori chiarimenti.
Anche un breve periodo di lavoro in queste condizioni può costare più dell’abbonamento stesso, in termini di efficienza ridotta e di fiducia dei clienti che viene meno. Per questo la qualità del supporto dovrebbe essere un criterio centrale già in fase di valutazione, invece di una voce da controllare in fondo a una checklist.
Tre fasi in cui il supporto viene messo alla prova
Il supporto non è una cosa sola e sempre uguale. Si presenta in modi diversi a seconda del punto in cui si trova il dealer nel suo rapporto con la piattaforma, e anche i modi in cui può venire meno cambiano da una fase all’altra.
Prevendita: questa piattaforma è adatta all’azienda?
Un buon lavoro di prevendita va oltre una demo ben fatta. Significa un fornitore che fa domande concrete prima di mostrare qualsiasi cosa: quali sono i tuoi problemi attuali? Come funziona oggi il tuo flusso di lavoro? Che cosa frena di più la tua attività? Quanto è grande il parco stampanti? Quali integrazioni contano? Come vengono gestiti oggi consumabili e fatturazione? Che cosa può gestire il team dal punto di vista tecnico? Un fornitore che salta queste domande sta presentando un prodotto generico invece della tua futura configurazione, e il rischio è impegnarsi su una piattaforma che tecnicamente funziona ma che costringe a soluzioni alternative faticose intorno ai tuoi processi.
In MPS Monitor le conversazioni di prevendita partono dal capire come lavora davvero un dealer oggi. Valutiamo come la piattaforma si inserisce in quel contesto e allo stesso tempo condividiamo best practice e individuiamo opportunità per migliorare flussi di lavoro e processi. L’obiettivo non è replicare processi in uso da 10 o 15 anni. Vogliamo aiutare i dealer ad adottare modi di lavorare più efficienti, garantendo al tempo stesso che la piattaforma sostenga le loro esigenze operative. Quando riteniamo che non sia la soluzione giusta, lo diciamo in modo trasparente prima di qualsiasi impegno.
Implementazione: partire nel modo giusto
Le prime settimane su una nuova piattaforma pesano più di quanto sembri. Le abitudini si consolidano, le configurazioni si fissano e il team costruisce fiducia nello strumento oppure la perde silenziosamente. Un onboarding debole non si limita a spostare in avanti la data di go-live: spesso introduce inefficienze e frustrazioni che continuano a incidere sulle operazioni molto tempo dopo il lancio.
Che aspetto ha allora un onboarding solido nella pratica? È più di un link a un portale di documentazione e di un webinar registrato. Nella nostra esperienza si riduce a pochi elementi:
- Un contatto dedicato e disponibile, che conosce l’account e il parco stampanti
- Sessioni di configurazione che ripercorrono insieme le decisioni chiave di setup: assegnazione dei dispositivi ai clienti e ai reparti (o alle sedi) corretti, configurazione delle soglie degli avvisi e delle notifiche, impostazione delle integrazioni, definizione delle automazioni dei flussi di lavoro e altro ancora
- Verifiche periodiche che intercettano gli errori di configurazione prima che si consolidino
- Tempi dichiarati con onestà. Nell’esperienza dei nostri implementation manager, un dealer ben supportato è di solito pienamente operativo in due o tre settimane, e lo diciamo dall’inizio invece di lasciare la questione aperta
Le scelte di configurazione fatte in quelle prime settimane sono quelle con gli effetti più duraturi, e farle bene con una guida costa molto meno che disfarle in seguito. Per questo dedichiamo un’attenzione significativa a questa fase dell’onboarding. Il nostro onboarding è strutturato e non self-service: i dealer lavorano con un implementation specialist dall’inizio e le sessioni di setup seguono la composizione reale del parco stampanti invece di un modello generico.
La migrazione è la parte del cambiamento che preoccupa di più i dealer, ed è una parte importante del lavoro quotidiano del nostro team. Quando passi da un altro strumento di monitoraggio, assegniamo un Migration Specialist dedicato che segue il progetto dall’inizio alla fine. Seguiamo una metodologia che abbiamo applicato a molte migrazioni: un pilota su alcuni clienti selezionati, un proof of concept basato sulle tue esigenze effettive, poi il passaggio in produzione. I tuoi dati esistenti si spostano con te, compresi clienti, dispositivi, codici dei consumabili e soglie degli avvisi. Quello che conta di più per un dealer è la continuità, quindi cerchiamo di riprodurre gli stessi flussi di dati e gli stessi formati di file che usi oggi: la fatturazione e la gestione dei consumabili restano accurate e il tuo ERP non deve cambiare. Il Data Collection Agent (DCA), inoltre, può essere distribuito in modalità massiva su tutta la tua base clienti. Con email di invito guidate, i clienti possono completare da soli i passaggi di onboarding, riducendo al minimo l’impegno richiesto al tuo team e rendendo efficiente il rollout anche su larga scala.
Supporto continuativo: quando le cose cambiano
Anche dopo un onboarding pulito, le cose si muovono. I dealer aggiungono dispositivi, le integrazioni vengono aggiornate, compaiono nuovi casi d’uso e di tanto in tanto qualcosa non torna: un dispositivo smette di trasmettere dati, un ordine di consumabili non va a buon fine, una lettura dei contatori non coincide con la fattura. Spesso queste situazioni hanno poco a che fare con la piattaforma. Una modifica nell’ambiente del dealer, un aggiornamento di Windows, un errore dell’utente o anche un guasto hardware possono bastare a innescare il problema. È esattamente qui che il supporto dimostra il suo valore reale: non basta fornire risposte, serve lavorare accanto al dealer per individuare rapidamente la causa e risolverla. Ogni ora in cui un problema resta aperto genera lavoro aggiuntivo per il dealer e aumenta il rischio di non rispettare i livelli di servizio promessi ai propri clienti.
Quello che serve ai dealer in questa fase va oltre una coda di ticket. Serve un team che dia risposte concrete in tempi ragionevoli, o che porti la questione in una riunione su Teams. In MPS Monitor il supporto è affidato a persone che conoscono la piattaforma in profondità e privilegiamo il dialogo diretto rispetto alle risposte automatiche generiche.
Domande che vale la pena porre a qualsiasi fornitore MPS
Si impara molto da come un fornitore affronta queste domande, e dal fatto che riesca o no ad affrontarle. Usale in qualsiasi valutazione:
- Come si svolge l’onboarding nei primi 30 giorni? Chiedi un processo specifico, non un elenco di risorse disponibili.
- Chi è il mio contatto dedicato durante l’implementazione? Se la risposta è «il nostro team di supporto», continua a chiedere.
- Qual è il vostro tempo di risposta tipico sui problemi tecnici? Chiedi un dato realistico, non il caso migliore.
- Ci supportate durante la configurazione o solo dopo il go-live? La risposta dice molto su come il fornitore intende il supporto.
- Che cosa succede quando il mio parco stampanti cresce o le mie integrazioni cambiano? Verifica se il modello di supporto scala con te o è concentrato all’inizio.
- Posso parlare con un cliente esistente del suo onboarding? Un fornitore sicuro accetterà senza problemi.
Da dove partire
Se stai valutando piattaforme MPS in questo momento, poni queste domande a ogni fornitore della tua lista, noi compresi. Se vuoi vedere come il nostro onboarding e il nostro supporto si adatterebbero al tuo parco stampanti, fissa un incontro con il nostro team e ripercorreremo la tua configurazione specifica prima di qualsiasi impegno.
FAQ
Che cosa offre MPS Monitor durante l’implementazione?
I nuovi dealer lavorano con un implementation specialist dal primo giorno.
Quello specialista resta disponibile per tutto il percorso e ogni partner può usare tutto il tempo che gli serve. Le sessioni di configurazione sono costruite intorno al tuo parco stampanti e ai tuoi flussi di lavoro, invece di rimandarti a documentazione generica, e l’obiettivo è renderti pienamente operativo, e non solo tecnicamente attivo, nelle prime settimane.
Quanto tempo serve per configurare completamente una piattaforma MPS?
Con un onboarding strutturato, i dealer con cui lavorano i nostri implementation manager arrivano di solito alla configurazione pienamente operativa in due o tre settimane. Senza quel supporto, lo stesso setup può allungarsi su due o tre mesi e spesso resta comunque lontano da dove dovrebbe essere.
Che cosa comporta migrare da un’altra piattaforma MPS?
Partiamo da un pilota e da una proof of concept, poi portiamo i tuoi dati esistenti: clienti, dispositivi, codici dei consumabili e soglie degli avvisi. Dove conta, cerchiamo di riprodurre gli stessi flussi di dati e formati di file che già usi, così fatturazione e gestione dei consumabili restano accurate e il tuo ERP non deve cambiare. Su una base ampia, i clienti possono anche installare da soli il DCA tramite email di invito guidate, riducendo il carico amministrativo per il tuo team e rendendo molto più gestibili i rollout su larga scala. Nella nostra guida alla migrazione, che include la ricerca di Keypoint Intelligence, trovi anche i casi di dealer che hanno completato con successo il passaggio da una piattaforma legacy.
Che cosa succede se incontro problemi dopo il setup?
Il supporto non finisce quando la configurazione iniziale è completa. Continui ad avere accesso a specialisti di piattaforma esperti, che possono aiutarti su tutto, dalle domande quotidiane alle situazioni operative più complesse. Quando il tuo ambiente cambia e nascono nuove esigenze, ottieni indicazioni pratiche e risposte chiare senza dover ripartire da zero ogni volta.
MPS Monitor offre una consulenza di prevendita prima dell’impegno?
Sì. Il nostro processo di prevendita parte dal tuo parco stampanti, dalle tue difficoltà attuali, dai tuoi flussi di lavoro e dalle tue integrazioni, prima di qualsiasi demo. Se la piattaforma non è quella giusta, preferiamo dirtelo subito piuttosto che lasciartelo scoprire tre mesi dopo.










