Cos’ è l’ “Internet of Printers“?

In questo periodo si parla molto di “Internet of Things” (IoT, Internet delle cose) e certamente se ne continuerà a discutere molto, specialmente nelle aree di business in cui potrebbe avere un maggiore impatto. La sensazione comune è che l’IoT, a lungo termine, rivoluzionerà molti settori e noi concordiamo pienamente con questa visione.

Ma l’IoT è applicabile anche al mondo della stampa da ufficio? Esiste un Internet delle Stampanti?

L’obiettivo di questo post, quindi, è tentare di spiegare cosa succede quando sostituiamo la parola “Things” con la parola “Printers” e applicare al settore delle stampanti professionali da ufficio i paradigmi definiti come standard per l’IoT.

Proviamo quindi a realizzare l’Internet delle Stampanti. Per farlo, dobbiamo rispondere alle seguenti domande:

  • L’Internet delle Stampanti può portare benefici nel settore della stampa professionale da ufficio?
  • Quali tecnologie sono necessarie/disponibili?
  • Chi ne trae dei vantaggi?

 

Partiamo da una definizione: con “Internet of Things si intende la rete di oggetti fisici contenenti tecnologia incorporata per comunicare e rilevare o interagire con i loro stati interni o l’ambiente esterno.” (Gartner)

L’implicazione di questo paradigma può variare molto in base al tipo di “Cose” a cui facciamo riferimento. Ad esempio, nel mio giardino ho installato una stazione meteorologica Netatmo con un sensore di rilevamento della pioggia e ho creato una Ricetta IFTTT che, quando inizia a piovere, spegne il sistema di irrigazione del giardino, cambia il colore delle mie lampade Hue e mi invia un messaggio per informarmi che tutte le cose lasciate fuori si bagneranno. La mia vita è un po’ più comoda ora, ma questo non mi porta dei vantaggi economici significativi.

Se applichiamo il concetto dell’IoT a un processo aziendale, probabilmente ci accorgeremo di grandi miglioramenti e vantaggi tangibili: in un ambiente basato sull’IoT, infatti, l’interazione umana e le conseguenti frizioni, perdite di tempo e costi elevati vengono ridotti quasi a zero.

Ecco il punto chiave. L’IoT è una possibilità incredibile per migliorare i processi aziendali, perché consente l’interazione Machine-to-Machine (M2M, “Da macchina a macchina”): la transizione da un processo manuale, umano, lento e soggetto a errori, verso uno automatico (M2M) può trasformare un problema oneroso in una soluzione profittevole.

 

E per le stampanti?

Le stampanti sono ottimi candidati per l’IoT, per svariate ragioni:

Consumano molto: il costo di toner, tamburi, carta, elettricità è molto più elevato rispetto a quello del dispositivo stesso; qualcuno tra gli interessati (che sia l’utente, il fornitore del servizio, il responsabile della gestione o qualsiasi altro stakeholder) deve farsi carico di questi costi; solitamente esiste un ampia possibilità di ottimizzare, e quindi di ampliare il profitto di chi controlla questa catena del valore.

Sprecano molto: una parte preponderante di toner e carta di una stampante viene sprecata per vari motivi, la maggior parte dei quali è fuori dal nostro controllo.

Necessitano di molta manutenzione: un utente può usare un PC o un server per molti anni senza doverlo mai aprire e senza che si renda necessario l’intervento di un tecnico; le stampanti, invece, hanno bisogno di continue sostituzioni delle parti di ricambio e frequenti attività di assistenza e manutenzione; più si stampa, più ci si dovrà occupare della stampante.

Sono piene di sensori: una stampante può comunicare quanti milligrammi di inchiostro/toner ha al suo interno, dove si è incastrata la carta, quanti fogli ha stampato per ogni formato nell’intero ciclo di vita e molto altro ancora. Si può sapere qualsiasi cosa sull’ utilizzo delle stampanti, bisogna solo fare le domande giuste!

Sono connesse: tutte le stampanti aziendali ora dispongono di una porta di rete e la maggior parte di esse è connessa a una rete connnessa ad Internet; ci sono centinaia di milioni di dispositivi di stampa nel mondo, già connessi a Internet e pronti per l’IoT.

Conclusione: le stampanti sono perfette per l’interazione M2M perché possono portare valore aggiunto grazie al controllo e all’automazione, più di molte altre “Cose”.

 

E’ necessario però utilizzare le giuste tecnologie…

Le stampanti di rete usano un protocollo software comune chiamato SNMP (Simple Network Management Protocol) che consente agli utenti di interrogarle mediante un linguaggio standard. SNMP è un protocollo standard in termini generali, ma ogni produttore di stampanti adotta un dialetto specifico (i “MIB privati”), complicando molto la vita degli sviluppatori di software di monitoraggio.

Il principale elemento tecnologico necessario è un software per la raccolta dati che possa eseguire richieste sulle stampanti di qualsiasi marca e modello, e ottenere risposte coerenti, corrette e dettagliate che riportino i dati provenienti dai loro sensori.

Inoltre, serve una piattaforma Cloud per raccogliere, pulire e normalizzare questi dati, per archiviarli e renderli disponibili per i processi aziendali. Teoricamente si potrebbero archiviare tutti i dati localmente sui propri server. Tuttavia, se si pensa di raccogliere dati da migliaia (o milioni) di dispositivi, un approccio più sicuro consiste nell’affidarsi a un servizio cloud pubblico (come Microsoft Azure) per garantire scalabilità e disponibilità.

Ultimo, ma non meno importante: gli utenti possono essere interessati ad utilizzare i dati delle stampanti nelle proprie applicazioni. In ogni ambiente IoT, la parola magica è API (Application Program Interfaces, Interfaccia di programmazione di un’applicazione), ovvero una serie di chiamate standard che consentono al software in uso di interagire direttamente con il database cloud e con le stampanti. Mediante le API, l’applicazione in uso può accedere ai dati in arrivo dalle stampanti (indipendentemente dalla quantità) nel modo più semplice e immediato possibile, sia per l’utente sia per lo sviluppatore.

Questi tre elementi (raccolta dei dati, Cloud e API) sono fondamentali per abilitare l’lnternet of Printers: tramite questo approccio gli sviluppatori di software, gli utenti e i fornitori che progettano o usano applicazioni e processi aziendali finalizzati a migliorare i costi e l’uso delle stampanti, possono applicare l’IoT al loro mondo.

Il modo più semplice e veloce per raggiungere questo obiettivo è sfruttare un servizio API Cloud come MPS Monitor API, che fornisce tutti e tre gli elementi precedentemente citati in un’unica piattaforma e in un modello di licenza SaaS flessibile basata su abbonamento, riducendo praticamente a zero lo sforzo necessario nello sviluppo software e nell’integrazione con i propri processi aziendali.

 

Chi può trarre dei vantaggi dall’Internet of Printers?

  • I clienti possono essere sollevati dai problemi relativi all’acquisto di consumabili, e trarre vantaggio da un minore spreco degli stessi, una manutenzione e un’assistenza migliori, un migliore utilizzo degli asset, un maggior controllo dell’uso e della gestione delle risorse.
  • I fornitori e i produttori possono trarre vantaggi dal miglioramento dei processi, dalla riduzione dei costi e dalla soddisfazione dei clienti, ottenendo al contempo grandi quantità di dati sull’utilizzo delle stampanti sui quali possono eseguire analisi e previsioni per migliorare i propri modelli aziendali e sviluppare strategie più mirate.
  • È vantaggioso anche per l’ambiente: si possono evitare i rifiuti e ridurre il consumo di sostanze inquinanti come toner o lo spreco non necessario di carta. Inoltre, è possibile connettere le propre stampanti a progetti di riforestazione automatica come PrintReleaf.

 

La nostra convinzione è che l’ implementazione di una chiara strategia per sfruttare l’IoT sulle stampanti, con l’obiettivo di migliorare i processi e ridurre i costi, porterà a tutti gli attori del mercato della stampa professionale da ufficio importanti miglioramenti nei risultati di business, garantendo nel contempo la massima soddisfazione dei clienti e il rispetto dell’ambiente.

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